Manifesto

Rigenerazione Urbana Sostenibile – MANIFESTO

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a cura di

Ance Veneto | Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici | Università degli Studi di Padova | Università Iuav di Venezia | Federazione Ordini degli Architetti del Veneto | Federazione Ordini degli Ingegneri del Veneto | Unioncamere Veneto | Feneal UIL Veneto | Filca CISL VEneto | Fillea CGIL Veneto | Legambiente | Istituto Nazionale di Urbanistica del Veneto | Federazione Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto | Ordine dei Geologi del Veneto | Ordine degli Psicologi del Veneto | Istituto Nazionale di Bioarchitettura | Gruppi di Azione Locale (GAL) del Veneto | Consorzio di Bonifica Bacchiglione | Confindustria Veneto

premesso che:

– più di due terzi della popolazione europea vive oggi nelle aree urbane, questa percentuale continua a crescere e sarà lo sviluppo delle nostre città a determinare il futuro economico, sociale e territoriale a livello regionale, nazionale e internazionale;

– la rigenerazione urbana può costituire una concreta opportunità di uscita dall’attuale crisi sociale ed economica solo se viene intesa come un insieme coerente di politiche e azioni che sappiano far riferimento ai temi dell’identità culturale, dello sviluppo economico sostenibile e dell’inclusione sociale;

– le suddette politiche e azioni devono porsi l’obiettivo prioritario di trasformare le nostre città in luoghi accoglienti e sicuri per i propri abitanti, per vivere, lavorare, studiare, trascorrere il proprio tempo libero, divenendo nel contempo poli di attrazione per persone di talento, ricercatori, società e imprese innovative;

– gli interventi finalizzati al recupero ed alla riqualificazione energetica, ambientale e sociale di parti della città storica e delle periferie possono contribuire in misura determinante a porre un drastico limite al consumo di suolo ed alla lotta ai cambiamenti climatici;

– gli strumenti tradizionali della pianificazione urbanistica, quali lo zoning, gli standard, gli indici ed i parametri edilizi, pensati per una città in continua espansione, appaiono oggi inadeguati all’attuazione di programmi di rigenerazione delle città esistenti che necessitano di strategie di medio e lungo termine in grado di integrare l’urbanistica e l’edilizia con politiche settoriali di diversa natura (sistema della mobilità, multifunzionalità e accessibilità ai servizi a scala urbana, risparmio energetico, utilizzo di fonti rinnovabili, connessioni ecologiche, riduzione emissioni inquinanti, benessere abitanti, inclusione sociale…);

– è necessario destinare un maggior investimento di risorse comunitarie e nazionali a favore delle città, dove si mitigano i disagi sociali, si promuovono innovazione e sviluppo, senza dimenticare che ogni euro di denaro pubblico investito nella sostenibilità urbana, ne attrae da 3 a 4 dal mercato privato;

– è altresì necessario richiedere l’attivazione di specifiche politiche urbane da troppo tempo assenti dalle agende dei governi nazionali e regionali;

tutto ciò premesso i sottoscrittori del presente Manifesto

in rappresentanza di una significativa parte della Società Civile del Veneto, dalle categorie economiche alle professioni, dall’università alle associazioni sindacali, dai costruttori agli ambientalisti, dichiarano di condividere i contenuti dell’allegato documento, congiuntamente elaborato

“Un Patto per un programma regionale di strategie politiche di Rigenerazione Urbana Sostenibile – Obiettivi e valori per le città venete del futuro”

concreto impegno a lavorare insieme, con approccio multidisciplinare integrato, per sollecitare con forza le Istituzioni a ridisegnare le regole generali del governo del territorio, in una visione condivisa della città del futuro;

ritengono indispensabile e urgente per la crescita culturale, economica, politica e sociale della nostra Regione e per il lavoro l’avvio di politiche innovative di Rigenerazione Urbana attraverso una disciplina organica che consenta di superare l’attuale governo frammentario e settoriale delle politiche urbane, mediante l’integrazione degli aspetti sociali, economici, ambientali e psicologici secondo i principi di uno sviluppo realmente sostenibile.

I programmi di rigenerazione urbana sostenibile debbono in particolare essere finalizzati a:

– porre un limite alla espansione edilizia, prevedendo lo sviluppo del tessuto urbano per implosione anziché per esplosione e la contestuale messa in sicurezza geologica, idrogeologica e sismica delle aree esposte ad eventi calamitosi;

– consentire la riconvenzione di parti significative della città mediante l’integrazione con il territorio circostante e mediante il recupero statico, energetico, funzionale e architettonico del patrimonio edilizio esistente;

– favorire la connessione fra l’organismo urbano e le contermini aree agricole col fine di migliorare l’efficienze ecologica di entrambe, di sfruttare le opportunità sociali ed economiche derivanti dallo sviluppo di attività agricole in queste fasce di coesistenza, di integrare la pianificazione urbanistica con i programmi di sviluppo rurale;

– individuare percorsi coerenti tra i programmi relativi a specifici quartieri e aree urbane e gli strumenti della pianificazione urbanistica e territoriale, che facciano propri la visione strategica del progetto urbano e l’attenta valutazione delle ricadute sociali e ambientali in ambiti urbani più estesi;

– favorire la mixité funzionale e sociale dei quartieri, la centralità e la qualità degli spazi pubblici e dei servizi, integrando residenza, servizi pubblici, servizi commerciali, attività lavorative e del tempo libero;

– integrare con efficienza il trasporto collettivo con il tessuto urbano e la mobilità pedonale e ciclabile;

– rendere imprescindibile la partecipazione attiva degli abitanti alla progettazione e gestione dei programmi di intervento;

– promuovere l’innovazione e la sperimentazione edilizia e tecnologica, la sicurezza e il superamento delle disuguaglianze sociali; la valorizzazione dei beni culturali;

– semplificare le normative e le alleggerire le procedure burocratiche, garantendo la certezza della tempistica amministrativa, condizione indispensabile per attrarre investitori.

A questo fine ci impegniamo in prima persona a lavorare per:

– costruire un sistema di comunicazione e informazione – aperta ad ulteriori contribuiti ed adesioni – che consenta di veicolare le idee e i progetti, che diventi un punto di raccolta, analisi e produzione delle informazioni necessarie a costruire pareri esperti che tengano conto della complessità dei temi;

– diventare un riferimento e un interlocutore per la regione e le città, fornendo contribuiti critici alla predisposizione degli apparati normativi per le azioni di rinnovo urbano;

– analizzare le strategie europee sul tema della rigenerazione urbana al fine di strutturare percorsi (dalla norma al progetto) in sintonia con i programmi di finanziamento predisposti dall’Europa: la programmazione dei fonti europei e nazionali per il 2014-2020 deve rappresentare una straordinaria occasione per rilanciare le politiche urbane: per usare bene i fondi è però indispensabile definire una strategia nazionale sulle città, coerente con quella europea che faccia proprie le migliori e più innovative esperienze comunitarie in materia, passando dalla logica dei bandi per assi prioritari a quella dei progetti olistici di rigenerazione di parti significative delle periferie urbane;

– formare professionisti e operatori in grado di operare nel sistema complesso della rigenerazione urbana che richiede capacità di lavoro interagendo con professionalità molto diverse fra loro e la necessità di acquisire competenze spcifiche raramente messe a disposizione dai consueti canali formativi.

Con questi obiettivi e finalità chiediamo alla Regione Veneto

– di svolgere un ruolo attivo nella Conferenza Stato-Regioni affinché il legislatore nazionale provveda quanto prima all’approvazione di una organica legge di principi finalizzata alla rigenerazione urbana sostenibile, allo stanziamento di appositi finanziamenti strutturali e all’istituzione di una Agenda nazionale di coordinamento e di assistenza tecnica e procedurale per la progettazione ed attuazione dei programmi;

– di razionalizzare l’utilizzo dei fondi strutturali europei privilegiandone l’impiego, nell’ambito di progetti integrati di rigenerazione di parti significative delle periferie urbane;

– una apposita legge regionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile, i cui strumenti tecnici dovranno essere gli standard di ecosostenibilità, l’innovazione tecnologica, la perequazione, i canali interattivi di relazione tra amministratori e cittadini, mentre gli strumenti politici dovranno privilegiare la sussidiarietà, l’inclusione, la comunicazione e una visione che sostituisca l’ideologia con le idee e i regolamenti con norme di indirizzo.